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Pozzi privati: «Il piano di rientro non è adeguato»

Si acuisce lo scontro tra i proprietari dei pozzi privati e i dirigenti di Acoset e Sidra. Angelo Pennisi, presidente del consorzio Sintesi e Barbara Boccadifuoco, rappresentante di Confindustria per gli acquedotti, hanno nuovamente preannunciato il distacco dei pozzi (si vocifera a partire da gennaio) se non arriveranno notizie positive sul pagamento dei crediti. Pennisi e Boccadifuoco, in una nota, hanno criticato le dichiarazioni dei presidenti di Sidra, Gaetano Riva e di Acoset, Fabio Fatuzzo sul piano di rientro dei debiti. «Il debito dovuto da Acoset ai fornitori privati ed alla Sidra ammonta a circa 2 milioni e 800 mila euro. Il piano di rientro presentato dall'Acoset prevede l'inizio dei pagamenti dal 31 marzo 2012 per un totale di 40 rate mensili, cioè circa 3 anni e mezzo, tempo assolutamente improponibile e non accettabile dalle imprese acquedottistiche, anche perché le banche pretendono il rientro dagli scaduti a sei mesi. Si ricorda inoltre che le imprese creditrici di Acoset hanno già siglato in Prefettura, nell'aprile 2009, un accordo che prevede il pagamento del pregresso in rate del 15%. Questo piano di rientro è stato rispettato solo per metà. Oggi le imprese private non possono più fare fronte alle spese di gestione».
Poi Pennisi e Boccadifuoco si rivolgono al presidente della Sidra, Gaetano Riva: «La proposta avanzata dal presidente Riva di rigirare alle imprese private fornitrici il credito avanzato nei confronti di Acoset non ci sembra una soluzione sufficiente. Tanto più vista la situazione dell'Acoset».
Il presidente dell'Acoset, Fabio Fatuzzo, davanti alla prospettiva di restare senza acqua da gennaio ha replicato ai privati: «Dal 2005 ad oggi l' Acoset ha ricevuto dai titolari dei pozzi privati fatture per un totale di 26mln869mila598euro. Oggi deve circa 2,8mln, circa il 10% delle somme complessive. Tre fornitori di acqua hanno emesso fatture per oltre 6 milioni di euro e gli altri per altre somme variabili da 2mln a scendere.
A fronte di ciò - continua Fatuzzo - è stato registrato (sempre dal 2005) un aumento di tariffe che tocca, a seconda dei singoli pozzi la seguente percentuale: 56,13%, il 35,06%, il 33,10%, il 31,76%, il 24,65% , 17,86%, 16,95%,16,10%, come dire tutti i pozzi privati hanno praticato aumenti tariffari. A questo si aggiunge che Acoset ha dovuto subire dal 2005 a oggi un aumento dell'energia elettrica del 39,75%, avendo avuto un solo aumento delle tariffe, nel 2009, del 3,08%. Possibile - conclude Fatuzzo - che con un fatturato così alto i titolari dei pozzi privati non abbiano la "bancabilità" necessaria per poter accettare l'unico piano di rientro che razionalmente Acoset può sostenere? Sidra, che è il maggior creditore di Acoset ha accettato il piano di rientro che prevede un ripiano in 40 rate dal 31 marzo. Speriamo che anche i titolari dei pozzi si rendano conto che la nostra proposta è l'unica soluzione da noi sopportabile».
Sia i propritari dei pozzi che i presidenti di Acoset e Sidra hanno chiesto un incontro col prefetto per cercare una soluzione condivisa.


Giuseppe Bonaccorsi
La Sicilia 10/12/2011

13/12/2011


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