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Cesame, lavoratori proprietari ma si deve ancora firmare l'atto

La Sicilia (R. Jannello) - Era il 29 luglio scorso quando, in seguito a una innovativa sentenza della Corte d'appello, i lavoratori licenziati della Cesame sono diventati proprietari dell'azienda trasformata in cooperativa, cioè dei macchinari e di parte dell'edificio che ospita la fabbrica. Ma questa sentenza aspetta ancora di trasformarsi in realtà rischiando così di vanificare un ottimo progetto e la politica virtuosa messa a punto dalle istituzioni per il «caso Cesame».
E' l'appello che lanciano la Filctem-Cgil e la stessa Cgil che a questo «caso» dedicherà l'Attivo sull'Industria previsto giovedì prossimo.
In pratica, i lavoratori sono ancora in attesa di stipulare da un notaio un regolare rogito di acquisto che permetterà loro di divenire proprietari del marchio, dei macchinari e di parte della fabbrica. Tutto è pronto da tempo, anche i 150mila euro necessari per l'atto che gli ex lavoratori-cooperatori hanno prelevato dal loro «capitale» costituito dal Tfr e dalla mobilità. Ma dalle varie parti coinvolte dall'atto e, segnatamente dall'Irfis-Unicredit non giungono ancora quelle risposte necessarie ad accelerare i tempi.
E non si tratta certo di generica premura quella che hanno i 76 lavoratori: il business plan del progetto, così come è stato presentato e approvato a Roma prevede una tempistica precisa che rischia di essere vanificata dai ritardi a catena. In particolare il progetto prevede l'avvio della ristrutturazione dello stabilimento in autunno per arrivare nel gennaio del 2010 al riavvio dell'attività della fabbrica, con le prime assunzioni e ad ottobre del 2012, garantire la ripresa della produzione della storica fabbrica di ceramica sanitaria. Non solo. Per partecipare al bando regionale dei finanziamenti per la ricostruzione dello stabilimento entro novembre, così come concordato con il presidente Lombardo, requisito fondamentale rimane che essi siano proprietari degli immobili.
E invece? «Siamo davanti a un progetto ambizioso - dice Margherita Patti, segretario Cgil - che non è adeguatamente supportato dalla politica e della burocrazia. Come dire che non basta la buona politica, ma serve anche la concretezza. Anche perchè gli ex lavoratori non possono aspettare ancora a lungo».
«I lavoratori - spiega Giuseppe D'Aquila, segretario provinciale della Filctem-Cgil - hanno già bruciato un anno di capitale della loro mobilità. Hanno fatto tutto quello che dovevano, hanno investito in questo progetto tutto quello che hanno e quello che arriverà è già impiegato. Per questo non c'è più tempo e bisogna concretizzare in fretta questa condizione tecnica per concentrarci poi sul contratto di programma con la Regione».
«Abbiamo ancora speranza - commenta Salvo Falsaperla ex lavoratori e vicepresidente della coop Cesame - e sappiamo che possiamo farcela, che il progetto è buono. Le difficoltà non ci fanno paura - conclude - ma facciamo presto».


03/11/2011

04/11/2011


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