Filcem cgil Catania
 
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Inquadrare il problema e cercare soluzioni

Per il territorio catanese, quello appena trascorso, è stato un anno all’insegna dell’emergenza continua dettata dalle ricadute occupazionali della crisi che ha acuito i vecchi mali del nostro territorio, riducendone in modo drammatico lo sviluppo. Tutti i comparti di pertinenza della FILCTEM (circa 10.000 addetti), subiscono una crisi di entità enorme dalle manifatture al farmaceutico, dai tessili al comparto gomma e plastica, dal settore energia a quello del gas-acqua.

Di conseguenza, il ricorso all’utilizzo degli ammortizzatori sociali ha avuto un’impennata enorme e non sempre ha reso possibile impedire la perdita di posti di lavoro dovuta alla chiusura di decine di aziende, a processi di ristrutturazione e riduzione di personale. Per avere un’idea dell’entità della situazione, basti ricordare che circa la metà degli addetti (46% sul totale degli addetti), nel corso dell’ultimo anno è stata coinvolta in varie forme di ammortizzatori sociali. La Filctem CGIL di Catania, quotidianamente ha lavorato e lavora per contenere il più possibile i danni occupazionali a carico dei lavoratori del nostro territorio. Tuttavia, ciò, a medio e lungo termine, non è sufficiente. Così come non è sufficiente la denuncia della situazione di degrado del tessuto industriale catanese, più volte fatta dalla nostra organizzazione. Di conseguenza, il Direttivo provinciale vuole essere il momento in cui la Filctem vuole dare il proprio contributo al superamento dell’attuale condizione di drammatica quotidianità vertenziale cercando di proporre delle soluzioni per affrontare in modo struttale i problemi del tessuto produttivo ed industriale della provincia di Catania. E per superare la logica emergenziale, diventa fondamentale, per dirla con uno slogan: "inquadrare il problema e trovare delle soluzioni". In altri termini, diventa fondamentale riuscire a cambiare il passo nella direzione di una ripresa dello sviluppo produttivo del nostro territorio. Di conseguenza, la Filctem CGIL di Catania, si assume l’onere di fare delle proposte concrete che possano andare proprio in questa direzione. Il caso emblematico è costituito dalla Vertenza Cesame, nella quale, superando le impostazioni assistenzialistiche, i lavoratori, accettando di correre il rischio di impresa, hanno costituito una Cooperativa che ha rilevato la vecchia e prestigiosa azienda mettendo in gioco la loro indennità di mobilità. Sulla stessa falsariga, per risolvere i problemi variegati delle aziende chimico-farmaceutiche presenti sul nostro territorio, per consentire un radicamento delle stesse e garantire loro prospettive a medio e lungo periodo, la Filctem CGIL propone l’istituzione di un distretto chimico-farmaceutico che, consorziando le imprese oggi presenti tra di loro e con altre aziende dell’indotto ed instaurando collaborazioni scientifiche e di ricerca con le università siciliane e con centri privati eventualmente interessati, funga nel contempo da volano per lo sviluppo e da rete solidamente integrata nel territorio, rafforzi la competitività del settore e favorisca la crescita delle imprese e delle professionalità e dell’occupazione. Un ragionamento analogo può essere fatto con le aziende partecipate (comparto gas-acqua) che dovrebbero essere un motore dello sviluppo del territorio ed invece sono delle sacche di improduttività, malfunzionamento in cui le logiche che prevalgono sono ben altre da quelle imprenditoriali. Il Comitato Direttivo del 27 gennaio, vuole essere il tentativo di dare risposte concrete anche nei confronti di altri settori, quali il comparto energetico, dominato da grosse multinazionali che hanno in comune l’intento di smobilitare dal nostro territorio e da tutto il meridione d’Italia, del polo tessile di Bronte, che rischia di subire un colpo definitivo e mortale (con più dell’80% dei 500 addetti interessati da ammortizzatori sociali di vario tipo) e del comparto gomma e plastica oltre che delle piccole e medie imprese, sempre più in sofferenza e sempre più ridimensionato.

26/01/2011


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